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Destination Wedding in Toscana: Castello del Trebbio e San Galgano

IN QUESTO ARTICOLO troverai:

Quando qualcuno ci scrive da lontano — da un’altra regione, o dall’altra parte del mondo — per chiederci di organizzare il matrimonio qui in Toscana, la prima domanda che ci facciamo è sempre la stessa: perché proprio qui?

La risposta più onesta che abbiamo trovato è mostrare le foto di due matrimoni che raccontiamo spesso: quello di Valentina e Alberto al Castello del Trebbio, e quello di Lucia e Francesco all’Abbazia di San Galgano. Due location che sembrano uscite da un film, e due coppie che le hanno rese, in modi completamente diversi, casa loro per un giorno.

Castello del Trebbio: Valentina e Alberto

Alberto è pugliese, Valentina è sarda. Vivono a Bologna e hanno amici sparsi un po’ ovunque. Perché sposarsi in Toscana? Molto semplice, ci hanno detto: così, per una volta, si sarebbero dovuti spostare tutti. Nessuno avvantaggiato, nessuno escluso.

Il Castello del Trebbio, incastonato tra le colline di Pontassieve, è un luogo dove storia e natura si intrecciano — un tempo dimora della famiglia de’ Pazzi, oggi rifugio per chi cerca l’autenticità della Toscana vera. Ed è stata la scelta giusta fin da subito: un’unica location per la cerimonia, il ricevimento e persino gli alloggi degli ospiti.

La cerimonia, nella corte del castello, è stata intima e romantica — con tanto di wedding planner che si asciugavano gli occhi. Perché sì, siamo lì per lavorare, ma dopo diciassette mesi passati a conoscere una coppia ci affezioniamo, e qualche lacrima scappa sempre.

Ma se devo essere sincera, il momento che porto ancora negli occhi è la cena: due tavoli imperiali su una terrazza affacciata sulle colline, il tramonto di giugno, e quella sensazione — rara, preziosissima — in cui tutti si sentono a casa. Se c’è una cosa che contraddistingue Valentina e Alberto come coppia, è proprio questa capacità di far sentire chiunque il benvenuto.

Ps. Vale, ti vogliamo bene.

L’Abbazia di San Galgano: Lucia e Francesco

Con Lucia e Francesco è iniziato tutto con una mail, a inizio gennaio, in giorni che per noi erano di riposo (e di influenza). Ci hanno riportato subito alla realtà: un matrimonio in Toscana, cerimonia nella cornice sospesa dell’Abbazia di San Galgano — quella chiesa gotica del ‘200 senza tetto, aperta al cielo, a pochi minuti dalla leggendaria spada nella roccia di Montesiepi.

Alle nostre coppie diciamo sempre che non esiste tema migliore, per un matrimonio, della loro personalità. E con Lucia e Francesco la sfida è stata proprio questa: due persone diversissime tra loro — lei calma e paziente, lui pieno di energia — che insieme funzionano alla perfezione. Blu per la loro lealtà, rosso per la loro passione, un tocco d’oro perché, diciamocelo, sta bene su tutto.

Ogni dettaglio della giornata raccontava un pezzo della loro storia: l’Abruzzo, la terra che li ha visti nascere, ha fatto da filo conduttore per l’aperitivo, con salumi, pane e le ferratelle protagoniste del tableau de mariage. Poi la Toscana, dove si sono davvero conosciuti, ha accolto tutto il resto — con una pappa al pomodoro e un ragù di cinghiale che i loro ospiti ricordano ancora.

Ingresso degli ospiti dal portale originale in pietra, promesse scambiate sotto il cielo aperto, e un ricevimento al vicino Castello Badia a Berardenga che ha portato lo stesso calore fino a sera.

Se anche tu ti stai sposando qui da lontano

Quando una coppia ci scrive da fuori — che sia da un’altra regione o da un altro continente — le cose che diciamo sempre, davanti a un primo caffè (anche solo virtuale), sono più o meno queste:

  • La stagione conta più di quanto pensi. Maggio-giugno e settembre-ottobre regalano la luce di queste foto, senza il caldo di luglio.
  • Cerimonia simbolica o civile? La maggior parte delle coppie che arrivano da fuori si sposa civilmente a casa e festeggia qui con una cerimonia simbolica — abbiamo scritto una guida su come evitare che sembri una recita.
  • Gli ospiti sono parte del progetto, non un pensiero last minute. Una lista invitati internazionale ha una logistica tutta sua — ne parliamo qui.
  • Non serve parlare italiano. Con noi lavorate in inglese dalla prima chiamata al giorno del matrimonio.

Se un castello tra gli ulivi o un’abbazia senza tetto vi sembrano il posto giusto per il vostro sì, scriveteci — da qualunque parte del mondo stiate leggendo questo articolo.

Foto Matteo Fagiolino

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